giovedì, Novembre 21, 2019

Abbiamo bisogno di uomini che sappiano essere padri

Riteniamo la gravidanza e il "mettere al mondo un figlio" faccende femminili. Insegniamo ai nostri figli maschi una sessualità che usa come un oggetto di...

Manovra economica: io la vedo così.

  Le modifiche al Documento di Economia e Finanza (DEF) 2019 appena presentate dal Governo non costituiscono una rivoluzione, ma lo si sapeva ed in...

Popolarismo vs populismo (III parte)

Il personalismo comunitario, dunque, si contrappone al populismo (e anche al radicalismo) e, come radice di un popolarismo animato dall'idea della democrazia cristiana che...

La Madonna salvò l’Europa a Lepanto

Il 7 ottobre il Calendario della Chiesa segna la ricorrenza della Madonna del Rosario, una festa voluta dal Papa domenicano San Pio V (al...

VERONA “CITTÀ A FAVORE DELLA VITA”. MPV: “POSSA ILLUMINARE ALTRE CITTÀ...

COMUNICATO STAMPA del presidente di Federvi P.A. Piemonte e Valle d'Aosta, in data 8 ottobre 2018   FederviPA, con il Movimento per la Vita Italiano di...

1. POPOLARISMO VS POPULISMO: NIENTE FRONTI MA TORNIAMO ALL’IDENTITA’

Oggi il termine populismo è uno dei più usati per tentare di comprendere l'evoluzione sociale e politica che sta sconvolgendo tante certezze: sono...

Il mito delle “fake news” ed il ricorso alla denuncia delle...

  Ma che cos'è esattamente una "fake news" e chi decide quando una notizia può essere definita tale? E' ormai evidente a tutti che l'introduzione massiccia...

Il silenzio dei deputati

Come tentare di osservare la crisi politica in cui si sta dibattendo l'Italia? Credo possa essere utile ricorrere ad un pensiero di don Luigi Sturzo...

Fede e diplomazia

Fede e diplomazia: la storia insegna che non sempre stanno insieme La tragica vicenda di Alfie Evans ha molte cose da insegnarci, ha diversi motivi su cui riflettere e, tra questi, uno che appare decisamente importante riguarda il ruolo della Chiesa. Premesso che la vicenda del bambino di Liverpool è una questione prima di tutto […]

L’altra Siria. Gli orrori dei «ribelli moderati»

Ciò che, nel frattempo, si è invece visto è cosa hanno lasciato a Douma i «ribelli moderati», una volta sconfitti e costretti a liberare l’area che per anni hanno controllato: una galleria degli orrori. A raccontarlo, su Gliocchidellaguerra.it, è il giornalista Matteo Carnieletto, che evidenzia particolari agghiaccianti. Come il fatto che, nelle loro aree, i «ribelli moderati» controllassero 4.000 prigionieri, ma solo 200 sono finora potuti tornare a casa. «Che fine hanno fatto gli altri 3800 prigionieri? Nessuno lo sa».
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